Judo Club Libertas Dairago Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali CONI 
Judo Club Libertas Dairago

Kodokan Goshinjutsu

Introduzione al
KODOKAN GOSHINJUTSU

L'arte della difesa personale, o dell'autodifesa, così come è stata ordinata e codificata dal Kodokan di Tokio, è il più moderno dei sistemi di protezione formulata secondo i principi fondamentali del Judo. Si può dire che l'autodifesa-Judo altro non sia che Judo stesso, in quella parte utile alla protezione. Nonostante la somiglianza la doppia denominazione bisogna conservarla, dovendo intendere l'autodifesa cosa assolutamente a se stante anche nello spirito. Il Kodokan ha ritenuto utile codificare le regole dell'autodifesa interpretando lo spirito dei tempi moderni, con la creazione del KODOKAN-GOSHINJUTSU, ammodernando, senza peraltro sminuirlo, l'antico e pur sempre validissimo Kime-no-Kata. Il nuovo metodo è basato su una concezione aderente alla realtà collettiva del tempo moderno, con molti obiettivi, il primo dei quali insegna il rispetto della vita opponendosi all'offesa del corpo umano. (Dal punto di vista legale ogni difesa portata al corpo dell'avversario con l'ausilio di tecniche di sports da combattimento, sia pure in caso di legittima difesa, da persona che per praticare il detto sport deve essere ritenuta in grado di sapersi difendere senza offendere, viene considerata illegale in tutti i Paesi d'Europa). Ciò nonostante può pur essere necessario doversi difendere dall'altrui violenza. L'ideale dell'autodifesa-Judo è, alla fine, quello di impedire la violenza ingiustificata prima ancora che questa si verifichi o di prevenire ogni possibile violenza. Fondamentalmente impedire o annullare la violenza e l'aggressione di un avversario senza attentare alla sua vita. In definitiva, l'arte dell'autodifesa è, in senso lato, una educazione ed un perfezionamento dell'istinto di conservazione che ciascun uomo possiede.

Proiezioni e controllo.
Le tecniche basilari dell'autodifesa-Judo sono le proiezioni, il controllo e l'Atemi-waza.
Il controllo riguarda i modi di evi tare offese come lussazioni, immobilizzazione, ecc. Non si deve, in generale, tendere a imparare una o due sole tecniche ma acquisire quella scioltezza di corpo e di spirito che permetta di fronteggiate qualsiasi minaccia. Non c'è niente di meglio che usare una proiezione o un'immobilizzazione senza attendere che l'avversario colpisca. Inoltre niente di meglio che ricorrere a proiezioni e immobilizzazioni, che permettono di rendere innocuo l'aggressore, senza provocare soffocamento, fratture e lussazioni, strangolamento, l'incoscienza o la morte, o la disarticolazione di una delle sue membra, cosa che invece molti provocherebbero se non usassero anzitutto queste due tecniche (Proiezione e Controllo). L'Atemi-waza viene generalmente usato come "kasumi" per distogliere momentaneamente l'attenzione dell'aggressore dal suo attacco. Può essere usato anche per ottenere uno squilibrio od una reazione utile.
Differenza fra Judo e Autodifesa-Judo
Le regole del judo sono così numerose e complicate che riesce difficile spiegarle o anche solo tratteggiarle brevemente. Il maestro Kano disse che il Judo non è solo una immensa raccolta di regole tecniche, ma la sintesi dello spirito di vittoria e di giustizia, e addirittura il "principio" per ottenere vittoria sia nel campo spirituale che in quello fisico, e ancora il "principio della vittoria".
Tutte le tecniche dei molti Kata del judo possono essere validamente impiegate al fine della autodifesa, ma di esse vengono praticamente usate quelle che più direttamente si rendono utili allo scopo. L'esperienza ha provato innumerevoli volte che è praticamente impossibile riuscire a difendersi efficacemente e a proteggersi da un'aggressione se non si sono sviluppati al massimo i propri riflessi e se non si conoscono certi principi. La conoscenza dei movimenti diversi adatti a fronteggiare i diversi modi in cui si può essere attaccati è la sola garanzia di salvezza. Come si intuisce, i vari "tipi" di aggressione di cui si può restare vittima sono innumerevoli. Ad ognuno di essi, ovviamente, si deve reagire in modo differenziato. Per esempio è inutile fronteggiare stando a testa alta un aggressore che vi si butti addosso tutto raccolto e con la testa bassa per colpirvi allo stomaco con una testata. Molte volte capita all'uomo comune, in un caso come questo, di restare paralizzato oppure usare di primo acchito una tecnica adatta ad un altro tipo di aggressione invece di raccogliersi su se stesso e mettere in atto alcuni controcolpi capaci di annullare l'aggressione stessa. Ora questa mancanza di realismo e di riflessi non è possibile quando si è allenati a dovere. La diversità di tipo d'aggressione presuppone una estrema varietà di azioni. Il judo è lo sport in cui tutte le possibili forme di lotta vengono studiate. Questa è la ragione per cui alla base del metodo di autodifesa Goshinjutsu deve esserci necessariamente una conoscenza abbastanza vasta delle basi del judo. I principi elementari, o fondamentali del judo, sono dunque utilizzati nel metodo di Autodifesa Judo del Kodokan.

Principi e regole fondamentali
Conservare sempre una posizione naturale e stabile sul proprio centro di gravità;
Conservare elasticità e non rispondere all'avversario opponendo la stessa direzione di forza per contrastarlo. Non usare mai forza contro forza;
Cercare di far perdere all'avversario quell'equilibrio che in lui non è più stabile dal momento in cui ha attaccato, o almeno alterare la direzione dei suoi obiettivi.
Sempre restando nell'ambito dei principi generali del judo, diremo ancora che:
a) è indispensabile un'esatta sensazione delle distanze, cioè la nozione di esse;
b) è indispensabile sentirsi i muscoli e i nervi sciolti, e tuttavia pronti a qualsiasi movimento per repentino che esso sia;
c) è indispensabile acquisire l'abitudine di concentrare tutta la forza su quei punti delle membra che all'atto di una azione di difesa o d'offesa debbono agire, quasi portando tutto il resto del corpo ad una consapevole collaborazione con i punti medesimi.