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Articolo 17

Applicazione del matte (aspettate)

L'arbitro deve annunciare «matte» (aspettate) per interrompere momentaneamente il combattimento, e «hajime» (iniziate) per ricominciare lo stesso, nei seguenti casi:

  1. Quando uno o entrambi i combattenti escono dell'area di combattimento, (vedere «eccezioni» art. 19).

  2. Quando uno o entrambi i combattenti commettono un atto proibito.

  3. Quando uno o entrambi i combattenti si infortunano o sono colti da malore.

  4. Quando è necessario che uno o entrambi i combattenti rimettano a posto il loro judogi.

  5. Quando durante il ne-waza (combattimento a terra) non c'è alcun progresso evidente oppure entrambi i combattenti giacciono in una posizione che non porta ad alcun esito, come ashi-garami (gambe intrecciate).

  6. Quando un combattente in ne-waza riprende la posizione in piedi o semi rialzata, con l'avversario sulla schiena.

  7. Quando un combattente rimane in piedi o, dalla posizione a terra riprende la posizione in piedi e solleva completamente da terra il suo avversario che è sulla schiena con la(e) gamba(e) intorno ad una parte del corpo del combattente in piedi.

  8. Quando un combattente esegue o tenta di eseguire un shime-waza o un kansetsu-waza da una posizione in piedi e il risultato non è subito evidente.

  9. In qualsiasi altro caso giudicato necessario dall'arbitro.

  10. Quando gli arbitri o la Commissione per L'arbitraggio desiderano conferire.

Appendice

Dopo aver annunciato il matte, l'arbitro deve stare attento a non perdere di vista i combattenti in modo da assicurarsi che essi abbiano ben udito il matte e non continuino il combattimento. L'arbitro non deve annunciare «matte» per impedire ai combattenti di uscire dall'area di combattimento, a meno che la situazione non sia pericolosa. L'arbitro non deve annunciare «matte» quando un combattente che è sfuggito da un osaekomi, da uno shime-waza o da un kansetsu-waza, sembra avere bisogno o addirittura richieda di interrompere il combattimento. L'arbitro deve annunciare «matte» (aspettate) quando un combattente che si trova con il ventre a terra con il suo avversario aggrappato al dorso riesce a rialzarsi anche non completamente in piedi, ma con le mani staccate dal tappeto, perché questo dimostra che l'avversario ha perso il controllo. Se l'arbitro annuncia «matte» per errore durante il ne-waza provocando quindi la separazione dei combattenti, l'arbitro e i giudici potranno, se è possibile e in accordo con la regola della maggioranza dei tre, rimettere i combattenti nella posizione possibilmente più simile a quella che essi avevano prima del matte e far riprendere il combattimento, se con tale azione si può riparare ad un'ingiustizia subita da uno dei combattenti. Dopo l'annuncio di «matte», i combattenti dovranno tornare velocemente sulle posizioni che avevano all'inizio del combattimento. Dopo che l'arbitro ha annunciato «matte», i combattenti devono rimanere in piedi se viene loro rivolta la parola o per aggiustarsi il judogi, oppure potranno sedersi se si prevede una lunga pausa. l combattenti non avranno l'autorizzazione di assumere un'altra posizione salvo per cure mediche. L'arbitro può annunciare «matte» se uno dei combattenti è infortunato o è colto da malore e chiedere al medico accreditato dal combattente di recarsi sull'area di competizione per eseguire un rapido esame. L'arbitro può annunciare «matte» se un combattente infortunato gli segnala di aver bisogno di un esame. Questo esame deve essere eseguito con la maggiore rapidità possibile (cfr. articolo 29). L'arbitro può annunciare «matte» se la Commissione per l'Arbitraggio, su richiesta del medico accreditato, autorizza quest'ultimo ad eseguire un rapido esame al combattente infortunato (cfr. articolo 29).